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giovedì 18 giugno 2009

buon compleanno, ciclo-blog!


Un grosso grazie ai 10056 visitatori che in un anno hanno raggiunto questo blog leggendone 22138 pagine, con una media giornaliera di 27 visitatori al giorno.
Buona pedalate a tutti!
Andrea

mercoledì 3 giugno 2009

giovedì 4 settembre 2008

primi 2000 contatti!

I primi giorni di settembre il blog ha registrato i suoi primi 2000 contatti.
Grazie a tutti i visitatori!
Il risultato (circa 25 contatti al giorno) è stato raggiunto utilizzando solo risorse gratuite di internet e certamente grossa parte del risultato è dovuta alla collocazione del blog in 'Blogger' che beneficia del portale e motore di ricerca di Google.
Molto utili i link al blog disseminati su vari siti amici, in particolare http://www.piste-ciclabili.com .

874 i visitatori assoluti, 2057 pagine consultate, con un indice del 79% di nuovi visitatori.

I visitatori provengono sopratutto dall'Italia, ma abbiamo anche visite da Stati Uniti, India, Norvegia, Spagna, Francia, Grecia, Malesia, Canada, Belgio, Svizzera, Inghilterra, Giappone, Indonesia, Serbia, tukia, Sud-Africa (!) e Emirati Arabi (!!).
Tanto interesse per l'anello fluviale? Il 10,2% ci cerca da link diretto, il 52,4% da altri siti che ci 'linkano', il 38% dai motori di ricerca: le principali chiavi di ricerca sono anello fluviale padova, bicicletta alberto del biondi, pellestrina lido in bicicletta, e tanti altri curiosi...
A quando i prossimi 2000?

mercoledì 13 agosto 2008

monumento alla bici?

monumento alla bici?
no, solo un bel richiamo pubblicitario... monumentale!


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per chi volesse vederlo da vicino, esca al casello Treviso-Sud della A27...

giovedì 17 luglio 2008

video davvero simpatico

non perdetevi questo video 'plagiato' dalla pubblicità Fiat 500 e tutto dedicato ad esaltare... le due ruote.
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mercoledì 2 luglio 2008

buon senso e codice NORBA

Ho trovato questo post molto interessante sul sito degli amici ciclisti di Monselice http://www.herculesbike.com . Può essere applicato per estensione anche ai frequentatori dell'anello fluviale di Padova.

"Gli itinerari proposti prevedono sentieri suggestivi che possono essere collegati da strade, tratti di carreggiate [...].
  • È fondamentale osservare le basilari regole dettate dalla buona educazione evitando ad esempio schiamazzi, comportamenti irriverenti o azioni che danneggiano la proprietà altrui. [...]
  • Teniamo pulito l’ambiente!
  • Un biker intelligente apprezza e rispetta la natura.
  • Conserviamo i rifiuti per gettarli negli appositi contenitori che possiamo trovare a valle o nei paesi attraversati dal percorso. Un ambiente pulito è indispensabile per poter praticare uno sport sano e divertente.
Propongo il codice NORBA (National Off Road Bicycle Association), che non è altro che l’associazione nazionale Americana dei ciclisti fuoristrada. Visto l’espandersi a macchia d’olio del fenomeno MTB, negli U.S. è stato necessario elaborare un piccolo decalogo al quale ogni biker doverbbe attenersi.
Ecco a voi le tavole della legge tradotte:

CODICE NORBA
  1. Dare la precedenza agli escursionisti non motorizzati: la gente giudicherà la MTB dal vostro comportamento.
  2. Rallentare ed usare cautela nell’avvicinare e nel sorpassare altri escursionisti, facendo in modo che si accorgano della vostra presenza in anticipo.
  3. Controllare sempre la velocità ed affrontare le curve prevedendo che vi si possa incontrare qualcuno. L’andatura va commisurata al tipo di terreno e all’esperienza di ciascuno.
  4. Restare su percorsi già tracciati per non arrecare danni alla vegetazione e limitare l’erosione del suolo evitando di tagliare per terreni molli.
  5. Non spaventare gli animali, siano essi domestici o selvatici. Date loro il tempo di spostarsi dalla vostra strada.
  6. Non lasciare rifiuti; Portare con sé i propri e se possibile, raccogliere quelli abbandonati da altri.
  7. Rispettare le proprietà pubbliche e private inclusi i cartelli segnaletici, lasciando i cancelli così come sono stati trovati. Rivolgersi possibilmente ai proprietari per chiedere il permesso di entrata nei loro terreni: "Vietato l’ingresso" spesso significa solo "per favore chiedete il permesso".
  8. Essere sempre autosufficienti; meta e velocità media verranno stabiliti in funzione dell’abilità personale, dell’equipaggiamento, del terreno, delle condizioni metereologiche esistenti e di quelle previste.
  9. Non viaggiare da soli in zone isolate e se si devono coprire lunghe distanze. Comunicare la destinazione ed il programma di viaggio.
  10. Rispettare la filosofia del cicloescursionismo tesa al minimo impatto con la natura. Limitarsi a scattare fotografie e a lasciare impronte leggere portandosi via solamente bei ricordi.
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domenica 1 giugno 2008

serve una bici?


PROGETTO BICICLETTA ALBERTO DEL BIONDI INDUSTRA DEL DESIGN.
Realizzato dal Dipartimento di Industrial Design della Alberto Del Biondi Industria Del Design, è un interessante esercizio di stile sull’avanguardia della tecnologia sulle due ruote: una sintesi, un gioco a togliere all’insegna del “Less is more”.
Un concept dalle forme pulite, dinamiche , estremamente eleganti.
In qualche modo è un concept esotico che lavora sul nostro immaginario, perché le sue forme sono di rottura rispetto alle convenzioni e all’icon
ografia classica della bicicletta.
Il materiale è il carbonio: un materiale capriccioso che richiede una grande expertise nella lavorazione, ma un materiale leggero come pochi, molto resistente e flessibile, che consente una grande libertà di modellazione.
Una bici da città di alta fascia, con un look sportivo, ma non destinata solo agli sportivi.
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martedì 20 maggio 2008

dedicato a Carlo Menon


questo blog è dedicato alla memoria di CARLO MENON, pioniere della storia della bicicletta e dell'automobile, antenato illustre del webmaster del blog.

Carlo Menon
E’ il fondatore della ‘’Ditta Carlo Menon’’, officina di fabbro ferraio e di velocipedi in acciaio su commissione, che nasce nel 1875 nel centro di Roncade (Treviso-Italia).
Già a 12 anni Carlo inizia a lavorare presso un fabbro ferraio e a 17 si mette in proprio, ideando un primo biciclo in legno.
Nel 1887 Carlo Menon e Fausto Vianello costruiscono un biciclo con ruote in legno cerchiate in ferro.
Primo in Italia, Menon realizza biciclette con ruote di diametro uguale.
Nel 1896 partecipa alla costruzione di un aereo, un biplano in canne d’India e tubi d’acciaio con propulsione a pedali.
L’anno dopo si cimenta con le automobili e realizza, impiegando un motore francese da 2,5 HP, una vetturetta chiamata ‘’carrozza senza cavalli’’. Affronta da solo i problemi legati ad accensione, raffreddamento, cambio, frizione e differenziale. Realizza ruote in acciaio con raggi, con pneumatici forniti dalla Pirelli.
Il motore è ad un cilindro, le sospensioni sono a molla; nelle gare raggiunge la velocità di ventisette chilometri orari. La vetturetta è tuttora conservata all’interno delle officine Menon.
La ditta, condotta dopo la morte del fondatore, nel 1924, dai figli, cresce negli anni successivi lavorando per conto dell’esercito e delle ferrovie. Nel 1940 impiega 350 dipendenti ed è l’unica fonte di lavoro per il paese. (fonte roncade.it)
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le biciclette
La bicicletta era conosciuta dovunque e moltissimi la richiedevano o la prenotavano. A questo mio padre si dedicò anima e corpo ed ebbe veramente grande successo. Fu uno dei primi a costruire in Italia le biciclette con le ruote uguali.
La fama delle biciclette Menon è stata grande e durò fino al 1920, anno di cessazione della costruzione di cicli; la nostra bicicletta poté figurare con le migliori marche del tempo: le Bianchi e le Stucchi che furono coetanee della Menon.
Una bicicletta costava nel 1900 circa 500 lire. Solo i benestanti potevano acquistarla. Poi, anche in questo campo, si provvide alla costruzione in serie degli accessori ed il prezzo si stabilizzò fino ad arrivare negli anni 1907-1910 a L. 250. Mio padre si tenne sempre col prezzo più alto degli altri e vendette ugualmente per la grande fama acquisita dalla solidità del telaio (utilizzando nelle giunture una speciale lega in ottone) e dalla lunga durata delle sue biciclette.
Il successo delle biciclette poté sostenerlo nelle attuazioni dei suoi successivi progetti: l'aereo nel 1894 e le auto dal 1895 (anche se i libri riportano il 1897) al 1902.
Come sempre i pionieri guadagnano poco e così accadde a mio padre. Erano tempi difficili per la motorizzazione! Mancava la convinzione che il mezzo meccanico potesse sostituire il cavallo. Mancavano gli autisti e un complesso di cose che detraevano l'interesse all'automobilismo. C'erano strade orribili e i cavalli, quando incontravano una macchina, s'impennavano, sbandavano andando nelfossato. Mio padre doveva procedere con prudenza, quando incontrava una carrozza a cavalli! Era necessario fermare il motore ed attendere che il conducente prendesse la briglia del cavallo e oltrepassasse la macchina a motore spento. Anzi, ricordo a questo proposito, che una comunità religiosa che possedeva alcuni cavalli, invitò mio padre a correre nel cortile vicino alla stalla per far sentire il rumore della vetturetta e così abituare i cavalli a non aver paura!
Altra difficoltà era la penuria di denaro dei giovani perché i vecchi osteggiavano questo nuovo mezzo. Dobbiamo notare che la nostra plaga è sempre stata prevalentemente agricola e quindi più arretrata delle grandi città, perciò l'ambiente era avverso.
[tratto da: G.A.Grosso (a cura di), Il roncadese Carlo Menon pioniere dell'automobile nell'Ottocento, edizioni Huxleyville, Roncade (TV) 1996, pp.25-26]
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